La dittatura

La dittatura è una creazione del diritto romano: in una situazione di eccezionale pericolo per la democrazia, i poteri sono consegnati a un soggetto che possa ripristinare la regolarità della funzione statale. 

 

Nella storia, il concetto di dittatura si è evoluto e ora coincide con l’idea di Stato totalitario:

  • Un regime che controlla ogni potere statale;
  • Un’ideologia che vuole dominare ogni ambito della società

Persona forte alla guida: duce, caudillo, Fuhrer…

 

Cause storiche/sociali:

  • Crisi economica (post seconda guerra mondiale. Disoccupazione, inflazione =innalzamento generale dei prezzi)
  • Malcontento popolare -> scioperi, manifestazioni, occupazioni di fabbriche…
  • Sentimento diffuso di insicurezza
  • Governi incapaci di trovare risposte di senso

 

=> emergono movimenti che promettono ordine

 

Obiettivo primario del totalitarismo: consenso delle “masse” sugli obiettivi e gli ideali del potere.

-> propaganda (informazione di regime, manipolata)

-> terrore: arbitrio, repressione violenta del dissenso

 

Capo su cui si concentrano poteri e funzioni pubbliche:

  • Sicurezza (interna: polizia, esterna: esercito)
  • Economia e finanze
  • Settore giudiziario
  • Settore amministrativo

Eliminazione libere elezioni

Limitazione fortissima delle libertà dei cittadini: repressione di ogni dissenso nei confronti del regime, e persecuzioni verso “gli scomodi” (campi concentramento e sterminio nazisti per ebrei, omosessuali, rom, disabili, malati psichiatrici; gulag di Stalin per oppositori politici e criminali, confino per gli antifascisti).

 

Italia (Mussolini, 1922-1943)

Germania (Hitler, 1933-1945)

Spagna (Franco, 1939-1975)

Grecia (dittatura dei colonnelli, 1967-1974)

Portogallo (Salazar 1932-1968, Caetano, 1968-1974)

Argentina (Videla, 1967-1971)

Cile (Pinochet, 1973-1990)

 

Attività sulle dittature nella storia del mondo

Dalla voce “dittatura” sul Vocabolario online Treccani.

Dittatura

dittatura s. f. [dal lat. dictatura, der. di dictator «dittatore»]. – 1. Carica e autorità di dittatore, in senso storico: la d. di Cincinnato; assumere, deporre la d.; anche il periodo di permanenza nella carica: durante la d. di Silla. 2. estens. a. Regime politico caratterizzato dalla concentrazione di tutto il potere in un solo organo, monocratico o collegiale, che l’esercita senza alcun controllo: d. militare; la d. fascista, hitleriana, ecc.; instaurare la d.; abbattere la dittatura. b. D. del proletariato, espressione usata da Karl Marx per definire la fase in cui il proletariato, effettuata la rivoluzione socialista, esercita il potere fino all’instaurazione di una società senza classi. 3. fig. Dominio, di fatto e incontrastato, di una persona, di un ente, di una categoria, ecc.: la d. letteraria del Bembo nel Cinquecento; la d. d’una Banca, dell’alta finanza, della grande industria; imposizione dispotica, intransigente della propria autorità: subire la d. del padre, ribellarsi alla d. del proprio direttore.

Sinonimi e contrari
s. f. [dal lat. dictatura, der. di dictator-oris “dittatore”]. – 1. (polit.) [regime politico caratterizzato dalla concentrazione di tutto il potere in un solo organo] ≈ assolutismo, autocrazia, dispotismo, tirannide, totalitarismo. ↔ democrazia. 2. (estens.)…


Schema per la descrizione di un totalitarismo

  1. Chi (persona o partito)
  2. Dove
  3. Quando (inizio-fine)
  4. Ideologia politica
  5. Modo di acquisto del potere (legale/colpo di stato/altro)
  6. Elezioni (no/sì ma truccate)
  7. Diritti garantiti
  8. Diritti calpestati

Il Parlamento

Quando parliamo di parlamento, occorre subito dire che in Italia il parlamento è formato da due camere: camera dei deputati e senato della repubblica.

In Italia abbiamo una forma di bicameralismo perfetto: 2 camere con gli stessi poteri e le stesse funzioni. 

Camera e Senato hanno però alcune differenze. 

CAMERA SENATO
SEDE Montecitorio Palazzo Madama
Numero componenti 630 315 + senatori a vita
Num. componenti riformato (sarà definitivo trascorsi 90 giorni dal 8.10.2019 qualora non sia richiesto un referendum confermativo) 400 200 + senatori a vita
Età minima per elettorato attivo 18 25

(riformato: 18)

La differenza di età determina uno scarto di 4 milioni di cittadini che votano per la Camera e non per il Senato

Età minima per elettorato passivo 25 40

 

montecitorio esterno
Camera, esterno
montecitorio interno
Camera, interno
palazzo madama esterno
palazzo Madama, esterno
palazzo madama interno
Senato, interno

Seduta comune. Nei casi previsti dalla cost. Camera e Senato si riuniscono in seduta comune:

  1. Elezione e giuramento del presidente della Repubblica
  2. Messa in stato d’accusa del PDR (per alto tradimento e attentato alla cost.)
  3. Elezione di 5 giudici della Corte Costituzionale
  4. Elezione 8 componenti del Consiglio Superiore della Magistratura (“C.S.M.”)

 

I Senatori a vita sono tutti gli ex PDR in vita e fino a 5 persone, scelte dal PDR, che “abbiano illustrato la patria con altissimi meriti” (art. 59 Cost.). 

Attualmente i senatori a vita sono

  • Giorgio Napolitano, ex PDR;
  • Elena Cattaneo, farmacologa, accademica, scienziata;
  • Renzo Piano, architetto;
  • Carlo Rubbia, fisico, accademico, vincitore premio Nobel per la fisica;
  • Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, testimone storica;
  • Mario Monti, economista, accademico.
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Fonte: wikipedia

Sistemi elettorali maggioritario e proporzionale

 

La costituzione non si pronuncia sulle modalità di ripartizione dei seggi a seconda dei voti espressi dai cittadini. É quindi compatibile sia con un sistema maggioritario, sia con un sistema proporzionale. 

Sistema maggioritario: il partito o la coalizione che prende più voti alle elezioni riceve un “premio di maggioranza” per poter governare.

Sistema proporzionale: i seggi sono ripartiti in proporzione ai voti ricevuti. Questo è più democratico ma può configurare un parlamento spezzettato e la difficile governabilità.

 

La legge elettorale cambia spesso e attualmente va riformulata per adeguarla ai nuovi numeri delle Camere. Spesso si prevede un sistema misto, con una combinazione di premio di maggioranza e ripartizione proporzionale dei seggi, con clausole di sbarramento per i partiti che ricevono voti al di sotto di una certa percentuale. 

Nella legge elettorale è anche previsto un sistema di preferenze personali. Le leggi elettorali che prevedevano “liste bloccate”, ossia in cui non era possibile attribuire una preferenza personale ma solo votare il partito e ripartire i seggi tra le persone scelte dal partito stesso in precedenza, sono state considerate incostituzionali dalla Corte Costituzionale.
La circoscrizione estero serve per garantire una rappresentanza in parlamento ai cittadini italiani residenti all’estero. Questi cittadini hanno esigenze e istanze proprie, per cui hanno specifici candidati.

Democrazia rappresentativa, diritto di voto, democrazia diretta

La democrazia, come governo del popolo, prevederebbe che fosse il popolo stesso a governare. 

Nella rappresentanza, invece, si distingue tra chi rappresenta (gli eletti) e chi è rappresentato (il popolo).

La democrazia rappresentativa esiste quando la volontà dei rappresentati è rispettata dai rappresentanti. 

La costituzione prevede la democrazia rappresentativa come modo normale di decisione politica, attraverso le elezioni e i partiti politici. 

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Fac-simile scheda elettorale elezioni europee 2014

Il diritto di voto

Secondo la costituzione il voto è:

  • Personale -> non si può delegare (eccezione: i non vedenti si fanno accompagnare nella cabina elettorale da qualcuno di fiducia che mette la croce per loro)
  • Libero e segreto -> garanzia di libertà da pressioni esterne. La scheda che contiene segni che la distinguono dalle altre, rendendola identificabile, è nulla. 
  • Universale -> votano tutti i maggiorenni, chi ha 25 anni per il Senato (ci sono alcune eccezioni, ad es. Chi è stato condannato a una pena superiore ai 4 anni). L’elettorato attivo è il corpo elettorale. L’elettorato passivo è il diritto ad essere eletti (o meglio, candidàti)
  • Uguale -> il voto di ciascuno vale come quello di tutti gli altri

 

In Italia il voto è dovere civico (art. 48, co. 2, cost.): è una possibilità, una libertà, una responsabilità. Il suo mancato esercizio non è sanzionato (diversamente da quanto accade in altri Paesi). 

L’astensionismo (non andare a votare) è un segno di indebolimento della democrazia. <<Dall’iniziale astensionismo del 6,6% degli elettori alle politiche del 1976, considerando anche i cosiddetti voti inespressi, cioè le schede bianche e nulle, si è in tempi recenti arrivati alla non partecipazione al voto di circa un elettore su cinque.>> [Linda Laura Sabbadini, Partecipazione politica e astensionismo secondo un approccio di genere, Roma, 28 febbraio 2006, cit. In Wikipedia]

Alle elezioni europee del maggio 2019 ha votato un milione di persone in meno rispetto alle stesse elezioni del 2014.

 

La democrazia diretta

La costituzione prevede alcuni strumenti di democrazia diretta, in cui il popolo esercita in prima persona il potere legislativo, ossia sceglie le “regole del gioco”.

Questi strumenti sono: 

  1. Referendum
  2. Petizione
  3. Proposta di legge popolare

 

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http://www.treccani.it

Il referendum è una “chiamata a scegliere”. Ne esistono due tipi:

  1. Ref. abrogativo: per scegliere se abrogare o meno una legge in vigore, o una parte di essa. Ha un valore correttivo della democrazia rappresentativa.
  2. Ref. confermativo o costituzionale: quando il Parlamento approva una modifica della costituzione ma senza maggioranze molto ampie, la modifica è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed entro 90 giorni si può chiedere che sia sottoposta a referendum. Se il referendum non è richiesto, o se si svolge ma vincono i favorevoli alla riforma, la modifica entra in vigore. 

 

La petizione è una richiesta al parlamento di intervenire con una legge su una certa questione. 

 

La proposta di iniziativa popolare è la formulazione di una proposta di legge alle Camere. Va firmata da almeno 50mila elettori. Ad ora non c’è obbligo di calendarizzazione di una proposta di legge popolare. 

 

Separazione dei poteri

Il potere dello Stato si suddivide in tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario), e ognuno di essi è attribuito a un organo diverso. 

La s.d.p. determina un equilibrio di “pesi e contrappesi” che evitano l’arbitrio, all’opposto dello Stato assoluto in cui tutto il potere si concentra in un soggetto solo. 

Questo principio fu descritto da Montesquieu nel 1748 nel testo “Lo spirito delle leggi”. 

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<<La tesi fondamentale – secondo Montesquieu – è che può dirsi libera solo quella costituzione in cui nessun governante possa abusare del potere a lui affidato. Per contrastare tale abuso bisogna far sì che “il potere arresti il potere”, cioè che i tre poteri fondamentali siano affidati a mani diverse, in modo che ciascuno di essi possa impedire all’altro di esorbitare dai suoi limiti e degenerare in tirannia. La riunione di questi poteri nelle stesse mani, siano esse quelle del popolo o del despota, annullerebbe la libertà perché annullerebbe quella “bilancia dei poteri” che costituisce l’unica salvaguardia o “garanzia” costituzionale in cui risiede la libertà effettiva. “Una sovranità indivisibile e illimitata è sempre tirannica”.>> [Wikipedia, voce Montesquieu]

 

Separazione dei poteri nella Costituzione italiana

Legislativo Parlamento Artt. 70 e ss. Cost
Esecutivo Governo Artt. 92 e ss. Cost
Giudiziario Magistratura Artt. 101 e ss. Cost

Questi organi costituzionali devono collaborare tra loro nel rispetto delle rispettive funzioni descritte dalla Costituzione.

Parlamento e governo, in quanto organi politici, hanno una separazione più attenuata: sono coordinati prima di tutto attraverso il rapporto di fiducia che lega il governo al parlamento. 

La magistratura è invece un organo del tutto autonomo: i magistrati sono soggetti soltanto alla legge e hanno la funzione di applicare la legge ai casi concreti, sanzionando le violazioni.

Gli organi di garanzia costituzionale sono 

  • Presidente della Repubblica, che rappresenta l’unità nazionale e garantisce il buon funzionamento degli altri organi costituzionali, prevenendo il sorgere di conflitti;
  • Corte Costituzionale, che ha il compito primario di annullare le leggi in contrasto con la Costituzione.

Parliamo del clima

Raccolta di siti utili per capirci qualcosa e agire

Link interessanti per partecipare insieme alla settimana mondiale per l’emergenza climatica:


Un bel libro che parla di armi, e quindi di morti

Il libro “Un altro giorno di morte in America” di Gary Younge racconta 24 ore ordinarie, e le storie dei bambini e dei ragazzini morti ammazzati in quel giorno. Come? Younge lo racconta.

Ho letto un libro molto importante e di cui vorrei raccontarvi qualcosa. Il libro è scritto da un giornalista del Guardian, Gary Younge, e si chiama “Un altro giorno di morte in America”. Pubblicato in Italia da Add editore, è uscito negli Usa nel 2016 e da noi nel 2018.

L’America di cui parla sono gli Stati Uniti d’America, ma spesso si usano questi due termini come sinonimi: questo dovrebbe farci accorgere quanto della nostra dieta mediatica, letteraria e cinematografica ruoti intorno agli Usa. Ma questo è un altro tema.

 

Il giornalista ha preso un giorno casuale, 24 ore nella vita ordinaria degli Usa, e ha raccolto, ricostruito e analizzato le storie dei 10 ragazzini e bambini morti per ferita da arma da fuoco in quel giorno. La media dei minorenni che nel 2013 sono morti ogni giorno per un proiettile è di 6,75. Ogni giorno. Solo negli Usa.

L’obiettivo di Younge era ricostruire e raccontare come si finisce giovani morti ammazzati negli Usa. O meglio, per lasciarlo dire a lui:

“il mio obiettivo non era tanto quello di far luce sulle circostanze precise della loro morte, quanto piuttosto di raccontare come avevano vissuto le loro brevi vite, di analizzare gli ambienti che avevano frequentato e di capire cosa la loro morte prematura poteva dirci sulla società in cui viviamo”.

Il libro è molto interessante e ne sono state fatte varie presentazioni e recensioni di cui indico i link in fondo, per cui non ne farò una mia ma mi limito a evidenziare quelli che secondo me sono i fatti più importanti:

  • “Le armi da fuoco sono la principale causa di mortalità tra i neri sotto i diciannove anni e la seconda per la stessa fascia d’età in generale, preceduta solo dagli incidenti stradali”. Quindi, se sei un teenager negli Usa e muori, se sei nero probabilmente ti hanno sparato; se sei bianco, probabilmente sei morto in auto, oppure ti hanno sparato.
  • Questa epidemia di morti ammazzati avviene nell’indifferenza generale, e l’opinione pubblica non  consapevole della relazione direttamente proporzionale che corre tra armi in circolazione e morti ammazzati. Quando avvengono sparatorie nelle scuole, gli Stati Uniti si  commuovono. Spesso si commuovono pensando a quanto gli studenti morti fossero innocenti. Verissimo. Ma un minorenne morto ammazzato rappresenta una tragedia e una vergogna per lo Stato a prescindere dai suoi voti in condotta o dai suoi comportamenti. Nessun minorenne (o maggiorenne) dovrebbe morire per un colpo da arma da fucoo. Concentrarsi sull'” angelicità” delle vittime consolida l’idea che i ragazzi problematici meritino di morire. E questa è un’aberrazione, sono chiacchiere da bar che lo Stato dovrebbe aiutarci a superare -e non inseguire.

Le conclusioni, talmente semplici da risultare banali, eppure trascurate nel dibattito pubblico e sul piano politico:

  • più armi ci sono in giro, più persone muoiono;
  • la tentazione di ricorrere alla violenza durante un conflitto, anche improvviso e di poco conto, è umana. E’ umana ma idiota. Se abbiamo a disposizione un’arma è molto probabile che ci saranno conseguenze fatali.
  • esistono gli errori, con le armi, e gli errori uccidono.

Per questo motivo sono decisamente e convintamente preoccupata della proposta per la riforma della legittima difesa in Italia, e spaventata dalla modifica alla normativa per il possesso di armi da fuoco.  Aumentare il numero di armi non significa più sicurezza, ma più insicurezza.

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Link interessanti sul tema.

Sul libro “Un altro giorno di morte in America”

Sulla proposta di riforma della legge sulla legittima difesa

Sulla modifica alla legge per il possesso di armi da fuoco:

 


Aggiornamento del 30 ottobre:

 

Nota: ho scritto e pubblicato questo post un paio di settimane fa, ma oggi mi sono accorta che era inserito nel blog come pagina e non come post. Ho corretto ora l’errore, e inserito l’aggiornamento de Lavoce.info, ma il post resta datato 11.10.2018